| [...] Che Platone non
volesse ammettere ai gradi superiori della sapienza nessuno
che non conoscesse la geometria, non significa già che
egli facesse suoi alunni soltanto i dotti in geometria,
ma significa che quei suoi alunni dovevano essersi educati
alla severa, rigida, ed esatta investigazione, prima che
venissero loro schiusi gli arcani della vita spirituale.
Una tale esigenza ci apparisce nella sua giusta luce se
riflettiamo che nelle regioni trascendentali viene meno
l'elemento di fatto, a cui si saggia e corregge ad ogni
piè sospinto l'investigazione ordinaria del mondo. Se
il botanico si forma concetti erronei, subito i suoi sensi
lo illuminano circa il suo errore. Tra lui e il mistico
corre il rapporto stesso che intercede fra chi cammina
su strada piana e chi ascende una montagna: il primo può
cadere a terra, ma solo in casi eccezionali potrà causarsi
la morte; all'altro, invece, questo pericolo sta sempre
dinanzi.
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Rudolf Steiner |
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