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Dalla catastrofe
della guerra mondiale non è forse venuto manifestandosi
il movimento sociale moderno attraverso fatti che dimostrano
tutta l'insufficienza dei pensieri coi quali, per decenni,
si era creduto di comprendere il volere del proletariato?
A porre questa domanda ci costringe quello che, dalle
esigenze prima represse del proletariato, e da tutto quanto
vi si connette, viene ora sospinto alla superficie della
vita. I poteri che reprimevano quelle esigenze sono ormai
in parte annientati, e solo chi ignora come siano indistruttibili
certi impulsi della natura umana può voler conservare
la posizione, presa da quei poteri, di fronte agli impulsi
sociali di una gran parte dell'umanità.
Molte personalità, alle quali, per la loro posizione
sociale, era consentito d'influire con la parola e col
consiglio, favorendone o inceppandone l'azione, sulle
forze della vita europea che nel 1914 avevano spinto alla
catastrofe della guerra, si erano abbandonate, riguardo
a quegli impulsi, alle più grandi illusioni. Potevano
credere che una vittoria del loro paese avrebbe placato
l'impeto delle rivendicazioni sociali, ma dovettero accorgersi
che proprio le conseguenze del loro contegno portarono
gli impulsi sociali a manifestarsi integralmente. Si può
anzi dire che la presente catastrofe dell'umanità
si sia palesata come quell'avvenimento storico che diede
agli impulsi in questione tutta la loro forza propulsiva."
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Rudolf Steiner, dal primo capitolo |